Il pino himalayano, una specie dai molti utilizzi.

Ordine: PinalesFamiglia: Pinaceae

Genere: Pinus

Specie: P. wallichiana

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero sempreverde che raggiunge i 40 m di altezza. Ha chioma a forma conica, non molto densa.

Corteccia: di colore grigio-scuro, fessurata.

Foglie: aghiformi, di colore verde sulla pagina inferiore e blu-bianca su quella superiore. Si raccolgono in fascetti di 5 unità.

Fiori: essendo una conifera non produce fiori veri e propri, ma microsporofilli maschili e macrosporofilli femminili raggruppati in strobili. Gli sporofilli maschili crescono più rapidamente di quelli femminili.

Frutti e semi: strobili, detti anche pigne o coni, di colore marrone e allungati. Sono portati da un lungo peduncolo.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria dell’Himalaya, introdotta in Europa agli inizio del 1800. Nei luoghi di origine raggiunge i 4000 metri di quota. Richiede spazio e luce. Preferisce inoltre i climi temperati, con inverni secchi ed estati caldo umide.

 

UTILIZZO

Il pino himalayano è una pianta usata a scopo ornamentale e paesaggistico poiché è adatto a vivere come individuo isolato. Nei luoghi d’origine rappresenta una delle specie forestali più importanti per l’economia locale, in quanto il suo legno, che è duro e resistente, viene utilizzato nell’edilizia e nella produzione di casse per il trasporto del tè. Dalle radici veniva estratto un olio, utilizzato in Oriente come repellente contro gli insetti nocivi viventi nelle risaie.

 

CURIOSITÀ

Il nome “wallichiana” è in onore del Dottor Nathaniel Wallich, direttore dell’Orto Botanico di Calcutta e noto collezionista di piante, ricercatore e scrittore scientifico.

Portamento

Corteccia

Aghi

Nuovi rametti con infiorescenze maschile

Infiorescenza femminile

Strobili