Il bagolaro, l’albero che sopporta l’inquinamento.

Ordine: Rosales

Famiglia: Cannabaceae

Genere: Celtis

Specie: C. australis

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero deciduo alto fino a 25 metri, che può raggiungere anche i 600 anni di età. Ha tronco diritto e massiccio, con chioma globosa e densa.

Corteccia: di colore grigio cenere e liscia, tende a fessurarsi con l’età.

Foglie: semplici, alterne e di forma ovata-lanceolata, con base asimmetrica e margine finemente seghettato. Di colore verde scuro nella pagina superiore, è invece più chiara nella pagine inferiore.

Fiori: fiori maschili giallo-verdastri riuniti in corimbi. I fiori ermafroditi e femminili sono invece solitari e portati nelle porzioni apicali dei rami. Compaiono in primavera insieme alle foglie.

Frutti e semi: drupe ovali con polpa di colore nerastro. Sono commestibili, ma sono fonte di cibo soprattutto per l’avifauna.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria del bacino del Mediterraneo, che vive in formazioni con il leccio, l’orniello e il carpino nero. Predilige terreni freschi e ben drenati. Resiste a temperature basse, ma si ritrova solo fino a 700 metri di quota.

 

UTILIZZO

Per la sua adattabilità e resistenza a periodi di forte siccità, la specie viene impiegata nei rimboschimenti e nelle alberature stradali, in quanto tollera bene anche l’inquinamento. Il legno veniva usato in passato per fabbricare remi, stecche da biliardo, calci di fucile e fruste. Dalla corteccia e dalle radici si estrae invece un colorante giallo utilizzato per colorare i tessuti di seta.

 

CURIOSITA’

Il bagolaro è chiamato anche spaccasassi, a causa della capacità delle robuste radici di rompere addirittura i sassi.

I semi di questa specie sono molto duri, tanto che servivano per la fabbricazione dei rosari; da questo uso deriva appunto la denominazione di albero dei rosari.

Portamento in primavera

Portamento in inverno

Foglie e drupe acerbe

Corteccia

Frutti a drupa acerbi e maturi