INSIEME; PER LA NATURA, PER LE PERSONE

Itinerario 19: Turro e Martesana

- Municipio 2 -

Il Progetto Giraparchi


Milano ospita diversi giardini, parchi e spazi verdi che risultano essere enormi polmoni per una metropoli sempre più caotica e inquinata, ognuno con la propria storia, vegetazione e fauna.
 Molte di queste aree verdi milanesi sono però poco conosciute e fruite, nascoste tra gli enormi palazzi della città o racchiuse da alte siepi e muri. 

 

Il progetto “GIRAPARCHI” nasce per scoprire le ricchezze di questi spazi, indispensabili per i cittadini e per la città stessa. Con questa iniziativa porteremo a conoscere gli aspetti storico-artistici e naturalistici non solo dei parchi più fruiti, come Parco Sempione e i Giardini pubblici Indro Montanelli, ma anche di quelli più nascosti e meno turistici, attraverso degli itinerari accessibili a tutte le fasce d’età.  

Gli obiettivi sono quindi diversi: valorizzare il territorio ed in particolare le indispensabili aree verdi che si inseriscono nel contesto urbano; promuoverne ed implementarne la fruizione e la conoscenza, sia dal punto di vista storico/architettonico che naturalistico; tutelare e preservare queste aree responsabilizzando la cittadinanza alla gestione e alla custodia del proprio territorio; avvicinare i cittadini alle bellezze della loro città coinvolgendo italiani di seconda generazione, famiglie straniere, giovani e cittadini meno coinvolti da iniziative culturali.  

Itinerario Turro - Martesana

Partenza: via Giacosa angolo via Rovereto

Arrivo: viale Monza

Durata: 45 minuti

Lunghezza: 3,4 km

martesana e turro

Ci troviamo a NoLo, acronimo di “Nord di Loreto”, un quartiere che si sviluppa lungo viale Monza e via Padova. Zona periferica appena fuori dalla circonvallazione esterna di Milano, dopo la Seconda guerra mondiale si è sviluppata demograficamente ospitando operai provenienti da tutta Italia e successivamente numerose comunità multietniche. Durante l’itinerario si passa poi dal quartiere di Turro, comune autonomo che fu aggregato definitivamente a Milano nel 1918.

1. Parco Trotter

Area verde con una superficie di 99.800 metri quadri. Circondato da alte mura che lo nascondono alla vista, il Parco Trotter deve il suo nome all’ippodromo di cui fu sede per più di un secolo dal 1800 fino al 1924, quando fu spostato a San Siro. Dopo il fallimento della società sportiva, l’area venne acquistata dal Comune che la trasformò nella scuola speciale “Casa del sole”, dalle avanzate teorie pedagogiche e destinata ai bambini gracili e tubercolotici.

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2. Pazza Governo Provvisorio e Cascina Turro

Cuore del quartiere Turro, la piazza porta questo  nome perché qui avvenne un fatto storico importante per la città di Milano: nel 1848 gli austriaci, dopo le 5 giornate di Milano, abbandonarono la città e a Turro, proprio nell’odierna piazza Governo Provvisorio, si riunirono i membri del governo provvisorio della Lombardia. La piazza è quindi una tappa fondamentale per la storia del Risorgimento italiano.

Presso la piazza si trova Cascina Turro. L’edificio, che ricalca un modello rurale della cascina a ballatoio, ospita la Casa di Quartiere Cascina Turro, uno spazio finalizzato all’aggregazione, alla partecipazione sociale e allo svolgimento di attività ricreative, culturali, formative e sportive accessibili gratuitamente a tutte le fasce di età.

3. Ospedale San Raffaele

Struttura ospedaliera privata che sorge a cavallo dei comuni di Segrate e Milano. L’ospedale si estende su un’area di 300 000 metri quadri nei pressi di Cascina Gobba e dell’Olgettina, sul confine tra Milano e Milano 2 a Segrate, mentre un suo distaccamento è situato nel quartiere di Turro.

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4. Parco Martiri della Libertà Iracheni vittime del terrorismo

Parco realizzato nel 1978, con una superficie di 11.976,74 metri quadri. Al centro del parco si trova un moderno ampio teatro con annesso un centro polifunzionale per attività socioculturali. Ospita diverse essenze botaniche tra cui tigli, aceri, liquidambar, carpini, salici, pioppi e paulonie.

5. Cascina Martesana e Cascina Quadri

Cascina Martesana sorge sopra la più antica piscina all’aperto di Milano, conosciuta come il Bagnin de Gorla. Si trattava della prima piscina pubblica all’aperto di Milano.

Sull’altro lato della Martesana si trova invece Cascina Quadri, un tempo ospitante una fabbrica di cioccolata. Oggi è sede di una ciclofficina.

martesana e turro
6. Il Naviglio della Martesana

Detto anche Naviglio Piccolo, collega Milano con il fiume Adda, dal quale riceve le acque poco a valle di Trezzo sull’Adda. Dalla Cassina de’ Pomm prosegue sotto l’attuale via Melchiorre Gioia dove riceve il torrente Seveso fino ai Bastioni di Porta Nuova. Il Naviglio prosegue poi il suo percorso cittadino interrato, prendendo il nome di Naviglio di San Marco e scaricando le sue acque nella Cerchia dei Navigli. Il canale attualmente non è più navigabile, è lungo 38,7 km ed è profondo da 0,5 a 1 metro. Fu realizzato per ordine di Filippo Maria Visconti per irrigare campi e azionare mulini ad acqua, ma ben presto diventò fondamentale anche per il traporto sia di persone che di merci, tra cui ferro, marmo, carbone, legname, ma anche derrate alimentari. Nel 1958 il Naviglio della Martesana fu declassato da via di trasporto a solo canale irriguo; scomparvero così anche gli ultimi barconi e il naviglio fu abbandonato a sé stesso, fatta eccezione per la pulizia delle prese d’acqua. Fu solo verso gli anni ‘80 che la rinnovata coscienza ambientale portò a rivalutare l’intero tratto, a ripulirlo e a creare la pista ciclo-pedonale che attraversa il Parco della Martesana passando per Crescenzago e Gorla.

La vegetazione è rappresentata da piante sommerse che ricoprono il fondale durante i mesi estivi formando densi tappeti dove la corrente è più moderata: peste d’acqua, erba coltellina e ceratofillo comune; talvolta sugli argini si trovano anche delle cannucce palustri.

Per quanto riguarda la fauna, a valle sono scarsissimi i mammiferi, rappresentati quasi esclusivamente da ratti e arvicole; nel territorio di Milano, sono presenti famiglie di nutrie. Più ricca l’avifauna, non sempre “naturale”: gallinelle d’acqua e folaghe, germani reali, martin pescatore, gabbiani all’incrocio con il Lambro (segnale di non buone condizioni di pulizia ambientale), gazze, anitre e oche comuni introdotte dall’uomo. Tra gli anfibi è ben presente la rana verde. La popolazione ittica del Naviglio è abbondante, naturalmente simile a quella dell’Adda e tenuta sotto stretto controllo. Abbondanti sono anche gli esemplari di tartaruga d’acqua dolce del genere Trachemys non originaria dell’habitat, a causa del continuo rilascio di esemplari allevati domesticamente.

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