Il genere Salix appartiene alla famiglia delle Salicacee. Originario di tutto l’emisfero boreale, dall’Asia al Nord America, comprende circa 300 specie di alberi e arbusti decidui. La distinzione tra le varie specie risulta complicata, in quanto tendono ad ibridare molto facilmente. I salici rimangono comunque tutte piante a rapido accrescimento, che raggiungono al massimo i 20 metri di altezza.

Diverse piante che appartengono al genere Salix hanno virtù medicinali. Ad esempio dal salice bianco si ricava fin dall’antichità l’acido salicilico, da cui deriva il principio attivo dell’aspirina. Il legno, leggero, pieghevole e poco resistente, è ottimo come combustibile e per la realizzazione di casse da imballaggio e sculture.

Il frutto dei salici è una capsula contente semi ricoperti da una fitta peluria detta pappo. Questa permette ai semi una maggiore dispersione ad opera del vento.

Si trovano spesso lungo i corsi d’acqua, nei luoghi umidi e nei boschi temperati. Il termine Salix sembra essere connesso a questa peculiarità: sembra derivi dal celtico sal lis, letteralmente “presso l’acqua”. 

 

LE SPECIE

In Italia le specie spontanee sono poco più di 30, a cui si sono affiancate numerose specie esotiche che si sono con il tempo naturalizzate nel nostro paese. Tra queste troviamo:

  • il salice bianco, europeo, utilizzato per consolidare i terreni di ripa e le pendici franose.
  • il salice viminale, originario dell’Asia e dell’Europa orientale e coltivato per la produzione dei vimini idonei a confezionare ceste e stuoie.
  • il salice piangente, pianta originaria della Cina coltivata soprattutto a scopo ornamentale.
  • il salicone, specie pioniera spontanea in Italia.
  • il salice fragile, piccolo arbusto chiamato così a causa della fragilità dei suoi rami.

Corteccia

Foglie

Portamento a inizio primavera