Itinerario dal Parco Gino Cassinis
al Parco Trapezio Santa Giulia

Progetto Giraparchi


Milano ospita diversi giardini, parchi e spazi verdi che risultano essere enormi polmoni per una metropoli sempre più caotica e inquinata, ognuno con la propria storia, vegetazione e fauna.
 Molte di queste aree verdi milanesi sono però poco conosciute e fruite, nascoste tra gli enormi palazzi della città o racchiuse da alte siepi e muri. 

 

Il progetto “GIRAPARCHI” nasce per scoprire le ricchezze di questi spazi, indispensabili per i cittadini e per la città stessa. Con questa iniziativa porteremo a conoscere gli aspetti storico-artistici e naturalistici non solo dei parchi più fruiti, come Parco Sempione e i Giardini pubblici Indro Montanelli, ma anche di quelli più nascosti e meno turistici, attraverso degli itinerari accessibili a tutte le fasce d’età.  

Gli obiettivi sono quindi diversi: valorizzare il territorio ed in particolare le indispensabili aree verdi che si inseriscono nel contesto urbano; promuoverne ed implementarne la fruizione e la conoscenza, sia dal punto di vista storico/architettonico che naturalistico; tutelare e preservare queste aree responsabilizzando la cittadinanza alla gestione e alla custodia del proprio territorio; avvicinare i cittadini alle bellezze della loro città coinvolgendo italiani di seconda generazione, famiglie straniere, giovani e cittadini meno coinvolti da iniziative culturali.  

Dal Parco Gino Cassinis al Parco Trapezio Santa Giulia

Partenza: Via Fabio Massimo

Arrivo: Parco Trapezio Santa Giulia – Via Pizzolpasso 7

Durata: 58 minuti

Lunghezza: 4,4 km

Il percorso parte dal Parco Gino Cassinis, situato nella zona più a sud-est del quartiere di Corvetto. Storicamente l’area faceva parte del comune dei Corpi Santi di Milano, comprendente le cascine e i borghi agricoli che si trovavano attorno alla città meneghina, appena oltre le mura spagnole del capoluogo lombardo. I Corpi Santi vennero poi annessi a Milano nel 1873.

Corvetto era in passato chiamato Gambolòita per la presenza sul territorio di una cascina con proprio quel nome, demolita poi con il passare degli anni. Il quartiere prende invece oggi il nome dal piazzale dedicato a Luigi Emanuele Corvetto, politico, avvocato e giurista genovese.

La visita termina presso il quartiere periferico di Rogoredo, in passato facente parte del comune di Nosedo. Uniti al comune di Chiaravalle Milanese nel 1861, furono poi aggregati a Milano nel 1923.

Il quartiere ha subito negli anni un grande processo di industrializzazione con l’insediamento delle Acciaierie Redaelli, stabilimento che si occupava della trafilatura e della lavorazione del ferro e dell’acciaio. Proprio attorno a questo stabilimento si è sviluppato il quartiere di Rogoredo. Ad oggi delle acciaierie rimane solo un edificio, il Laboratorio di Analisi Chimiche, una costruzione a forma di semicerchio visibile da via Pizzolpasso.

Una curiosità: il nome Rogoredo deriva dal latino robur (= quercia), in quanto un tempo la zona era ricoperta da boschi di querce. Lo sviluppo agricolo dei vasti poderi di proprietà dell’Abbazia di Chiaravalle ha cancellato quasi completamente il passato boschivo della zona; ad oggi ne rimane solo un piccolo ricordo presso il parco di quartiere allestito alla fine degli anni ’60 lungo il cavalcavia Pontinia.

1. Parco Gino Cassinis

Realizzato su un’area in precedenza appartenuta all’Abbazia di Chiaravalle, è stato realizzato nel 1978 dal Comune di Milano. È intitolato a Gino Cassinis, rettore al Politecnico di Milano dal 1937 al 1944, presidente dell’Accademia dei Lincei ed ex sindaco del capoluogo lombardo. 

Ha una superficie di 102.300 metri quadri e si presenta come un alternarsi di declivi e aree di sosta, con boschetti e vasti prati che ospitano numerose specie botaniche, tra cui querce, aceri e betulle. 

Ospita al suo interno il Parco Avventura Tree Experience Milano-Corvetto, il primo parco avventura di Milano.

2. La fermata della metropolitana Porto di Mare

Il nome di questa fermata della linea gialla della metropolitana di Milano non è stato scelto a caso. Secondo un progetto tecnico del 1917, proprio in quella zona doveva sorgere un porto fluviale che mettesse in collegamento Milano al Po. Questo nuovo sistema avrebbe così ampliato la potenza commercial della rete fluviale milanese ormai in declino, andando a sostituire la Darsena di Porta Ticinese.

Il progetto non andò mai in porto: i lavori iniziarono nel 1919 con lo scavo del bacino portuale e dei canali in direzione di Cremona, per circa 20 chilometri. Nel 1922 furono però sospesi: appena diventato Presidente del Consiglio, Mussolini decise di chiudere tutti i porti della Lombardia, decretando la conclusione immediata dei lavori sulla tratta Milano-Cremona-Po. L’abbandono degli scavi finì per far salire l’acqua di falda, che riempì così naturalmente i canali e il bacino portuale già realizzato. Nel 1927 i lavori vennero ripresi anche con la costituzione di un consorzio specifico: il Consorzio Canale Milano Cremona Po; lo scavo del canale riprese per collegare Cremona all’Adda. Raggiunto il comune di Pizzighettone, ad una ventina di chilometri da Cremona, i lavori furono però abbandonati nuovamente e definitivamente. 

3. La sede di SKY Italia

Dal 2003 il quartiere di Rogoredo è stato scelto come sede per il colosso televisivo fondato dall’imprenditore Rupert Murdoch; Rogoredo è stato infatti il primo quartiere cablato in fibra ottica di Milano, risultando un ottimo punto di partenza per l’insediamento del complesso SKY. È stato costruito un vero e proprio mini-quartiere che vanta una superficie di oltre 65.000 metri quadri. 

4. Monumento ai caduti

Nei giardini pubblici di via Rogoredo, sul limitare del cavalcavia Pontinia, sorge un monumento in ricordo dei cittadini del quartiere deceduti nel corso delle due guerre mondiali: 38 caduti nella Prima guerra mondiale e 37 nella Seconda, a cui si aggiungono 4 partigiani morti tra il 1940 e il 1945. Sul muro sono collocate sculture moderne scolpite nella roccia; raffigurano le vicende dell’uomo che sopravvive agli orrori del conflitto. “Trittico per il monumento alla Resistenza”, questo il titolo della scultura, realizzata dall’artista Giancarlo Sangregorio, autore di numerose sculture in diverse città italiane ed europee. 

Il monumento è stato realizzato nel 1960 per volere del Comune di Milano. 

5. Le ex docce di Rogoredo

Questo edificio ospitava le docce pubbliche del quartiere, utilizzate dagli abitanti del quartiere le cui case erano sprovviste di bagni e docce private. Dopo 75 anni di carriera, le docce sono state definitivamente chiuse nel 2015 in quanto considerate incompatibili con la presenza della scuola elementare adiacente. Diventate inizialmente oggetto di occupazioni abusive e di conseguente degrado, sono state prese in gestione dall’associazione VerdeFestival attraverso un bando del Comune. Ne è nato un giardino condiviso quale punto di incontro per tutta la cittadinanza, con la realizzazione di spettacoli, laboratori e corsi di vario genere.

6. Parrocchia della Sacra Famiglia in Rogoredo

L’aumento demografico dovuto allo sviluppo industriale del quartiere ha decretato nel quartiere la necessità di edificare una nuova chiesa. I lavori iniziarono nel 1905, sotto la guida di Don Luigi Martinenghi, prevosto di San Donato Milanese, con progetto affidato all’architetto Oreste Benedetti e all’ingegnere Antonio Casati. La chiesa venne ultimata nel 1911 e nel 1921 venne aggiunta la torre campanaria. 

L’edificio presenta uno stile eclettico, con facciata in mattone sormontata da quattro pinnacoli e pianta interna a tre navate. 

7. Parco Trapezio Santa Giulia

Annesso a Rogoredo è nato, sule aree industriali dismesse delle Acciaierie Redaelli e dello stabilimento Montedison, attivo soprattutto nel settore chimico, un nuovo quartiere: Santa Giulia. Realizzato su progetto dell’architetto britannico Norman Foster, la zona rientra in un progetto denominato Montecity-Rogoredo, che prevede tra i vari interventi l’insediamento dell’impianto olimpico destinato ad ospitare alcune competizioni delle Olimpiadi invernali “Milano Cortina 2026”. È rientrata in questo progetto anche la realizzazione del Parco Trapezio Santa Giulia, un giardino di quartiere incastonato tra i palazzi, con una superficie di 43.000 metri quadri circa. Il parco, progettato nel 2013 dall’architetto paesaggista Franco Giorgetta e dal Comune di Milano, prende il nome dalla sua forma geometrica a trapezio. Qui si possono trovare diverse essenze botaniche, tra cui cornioli, rose, ciliegi selvatici e vite americana.

Cosa visitare nelle vicinanze?

Il Parco della Vettabbia

Poco più a sud di Corvetto si sviluppa, con i suoi 374.600 metri quadri di superficie, il Parco della Vettabbia, rientrante nel più grande Parco Agricolo Sud Milano. Si estende fino all’Abbazia di Chiaravalle in uno degli ambiti agricoli più pregiati della zona a sud di Milano e prende il nome dal canale agricolo Vettabbia che lo attraversa.

L’Abbazia di Chiaravalle

Fondata da San Bernardo di Clairvaux nel 1135, l’Abbazia di Chiaravalle Mianese è uno tra i più importanti complessi monastici italiani. Organizzata secondo i principi della Regola di San Benedetto da Norcia, la comunità monastica ha svolto nei secoli un ruolo fondamentale per la bonifica e la riorganizzazione dei territori a sud di Milano.


Stampa la mappa del parco con l’itinerario, piegala seguendo le linee e inizia il tuo percorso!