L’albero di Sant’Andrea o loto.

Ordine: Ebenales

Famiglia: Ebenaceae

Genere: Diospryros

Specie: D. lotus

MORFOLOGIA

Portamento e dimensioni: albero deciduo alto fino a 10 m, con tronco dritto e robusto e portamento slanciato.

Corteccia: di colore bruno e ruvida, tende a spaccarsi in piccole placche.

Foglie: semplici, a forma lanceolata e con margine intero. Presentano una pagina superiore più lucida rispetto a quella inferiore, che risulta invece più chiara.

Fiori: i fiori maschili sono riuniti in gruppi di 2 o 3; i fiori femminili sono invece solitari. Sono entrambi di colore giallo-verdastro e compaiono verso la fine della primavera.

Frutti e semi: piccole bacche sferiche di colore giallo-arancione che compaiono in estate ma tendono a maturare solo in tardo autunno. Sono commestibili ma poco utilizzati per il sapore aspro, soprattutto quando non ancora ben maturi. Sono ricchi di proteine, zucchero e vitamina A. Non sempre contengono semi.

 

DISTRIBUZIONE E HABITAT

Pianta originaria della Cina, importata in Europa tra il 1596 e il 1597. Nei luoghi di origine raggiunge i 1500 metri di quota. Predilige terreni umidi e fertili e spesso tende a diventare quasi infestante.

 

UTILIZZO

Usata a scopo ornamentale e come porta-innesto del caco da frutta (Diospyros kaki) grazie alla sua maggiore resistenza al freddo e alle intemperie. Il legno è di buona qualità e viene utilizzato in falegnameria soprattutto nei paesi orientali. Dai frutti si può ricavare anche un liquore ottimo se bevuto freddo.

 

CURIOSITÀ

La specie è conosciuta sotto diverse denominazioni, tra le quali “Albero di Sant’Andrea” o “Legno santo”. Leggenda vuole che Sant’Andrea fosse stato crocifisso su una croce costruita proprio con il legno di quest’albero. Il nome generico è dato dall’unione dei due termini greci antichi “diós” e “pyrós” e letteralmente significa frutto degli dei; il nome specifico deriva invece da “lotos“, nome con cui venivano indicate diverse piante commestibili.  

Portamento

Corteccia

Foglie